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IN QUESTO SITO SONO INSERITI ALCUNI VIDEO E FOTO DELLE MIE OPERE E MOSTRE DI PITTURA AD OLIO, RECENTI E MENO RECENTI, SU ALCUNI QUADRI MI SOFFERMERO', DI TANTO IN TANTO, AD ILLUSTRARNE I CONTENUTI E LE TECNICHE ADOTTATE.
INSERIRO' INOLTRE QUALCHE APPUNTO TRATTO DAL MIO DIARIO E ALCUNI VIDEO DEI MIEI VIAGGI.
INSERIRO' INOLTRE QUALCHE APPUNTO TRATTO DAL MIO DIARIO E ALCUNI VIDEO DEI MIEI VIAGGI.
giovedì 25 aprile 2013
giovedì 11 aprile 2013
OSSERVAZIONI NELL'ARTE
Quando dipingo un paesaggio,
ritengo implicita la presenza dell’uomo laddove vi è: una casa, o semplicemente
l’ombra di una casa riflessa in un prato, un albero potato, un campo d’erba, un
giardino, una scultura, un vaso con fiori, dove esiste un qualsiasi manufatto,
ecc.. Laddove ad esempio esistono dei pali che sostengono un argine, per me la
presenza dell’uomo sarebbe superflua. Invece diventa indispensabile quando si
vuol rappresentare l’attività dell’uomo come: la vendemmia, la pollivendola, il
mercato, il trasporto di merci, lo sport come la canoa, il gioco di una
bambina, ecc.. Ad esempio, nel quadro Casale, ho voluto rappresentare la
bellezza della natura e dei suoi colori, in uno scorcio paesaggistico, in perfetta simbiosi con l’attività umana,
nonché la serenità e lo stato d’animo in cui l’autore si è inebriato nella
composizione dell’opera. Se avessi inserito nel viale un personaggio che
passeggiava, la lettura del quadro non poteva che essere diversa. Ciò che si
dipinge deve ben rappresentare il messaggio che si vuol trasmettere. Talvolta
certi scorci possono sembrare simili ma sono alcuni particolari e soprattutto le
vibrazioni del colore che fanno la differenza, che devono far nascere in
chi li esamina sensazioni diverse.
Ilario Menegaldovenerdì 15 marzo 2013
mercoledì 6 marzo 2013
PIOVE
Sono tre giorni che piove. Oggi
il cielo è coperto di nuvole che, con il passare delle ore, si stanno
lentamente diradando e, il sole filtra i suoi raggi di luce negli squarci che si sono aperti.
L’aria pulita rende le persone più serene. Le possenti e numerose mareggiate
hanno scompigliato l’arenile. La sabbia bagnata è di colore ocra scuro. In
diversi punti la spiaggia ha cambiato forma e tonalità. La forza delle onde ha
trasportato numerosi materiali sulla battigia e in gran numero li ha scagliati
sull’arenile. Nei cumuli di cose sparse ovunque (tronchi d’albero, tavole,
bottiglie di plastica, ecc.) frutto spesso dell’incuria dell’uomo, si scorgono
oggetti inconsueti d’utilità domestica che i fiumi, a seguito delle recenti
alluvioni, hanno portato al mare. Questi utensili raccontano, quasi inermi, al
passante che li osserva la loro recente triste epopea.
Alla foce del fiume Livenza i
cigni sono scomparsi. Sono emigrati in luoghi sicuri, per evitare la furia
della burrasca. S’intravede un
peschereccio, di modeste dimensioni, con due persone a bordo, che con il mare
mosso, sta uscendo dal fiume per la pesca. Forse esigenze di sopravvivenza
hanno fatto loro sottovalutare il pericolo. L’imbarcazione fa forti sobbalzi in
mare aperto. I pescatori virano e rientrano in darsena facendo cessare l’ansia
dei familiari che a distanza li osservano.
Ilario menegaldo
martedì 5 marzo 2013
venerdì 1 marzo 2013
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