BENVENUTO NEL MIO BLOG

IN QUESTO SITO SONO INSERITI ALCUNI VIDEO E FOTO DELLE MIE OPERE E MOSTRE DI PITTURA AD OLIO, RECENTI E MENO RECENTI, SU ALCUNI QUADRI MI SOFFERMERO', DI TANTO IN TANTO, AD ILLUSTRARNE I CONTENUTI E LE TECNICHE ADOTTATE.

INSERIRO' INOLTRE QUALCHE APPUNTO TRATTO DAL MIO DIARIO E ALCUNI VIDEO DEI MIEI VIAGGI.


martedì 31 maggio 2011

lunedì 30 maggio 2011

martedì 24 maggio 2011

lunedì 23 maggio 2011

UNA GIORNATA CON I PARENTI BRASILIANI.

Era una giornata calda e bellissima e nel cielo non vi erano nubi. Sono arrivati un po' prima nel luogo fissato. Venti minuti in anticipo. Alla nostra comparsa il loro sguardo, un po' tirato, forse per l'incertezza di non aver ben compreso l'ora o le coordinate dell'incontro, ha cambiato subito aspetto, e, nella loro bocca è sbocciato un gran sorriso. Erano giunti con un'automobile di colore rosso scuro, una “Panda” molto datata. Dopo i saluti e i convenevoli di rito, hanno accolto il nostro invito, per la sostituzione del loro mezzo con il nostro. Ci hanno seguito sino a casa. Da qui tutti assieme siamo partiti con due automobili e, dopo aver imboccato e percorso la tangenziale ed altre strade provinciali e comunali per una lunghezza di diciassette chilometri, siamo arrivati, impiegando circa mezz'ora, a destinazione.
In detto luogo, analogo evento si era celebrato dieci mesi prima, con gli stessi protagonisti e con identiche modalità. Ricco pranzo nell'accogliente manufatto di recente costruzione, ora impreziosito con delle travature ed alcune parti importanti in legno. Fra gli intervenuti vi era questa volta, anche la figlia della padrona e la nipote tredicenne. La più piccolina del gruppo, con poco più di dieci mesi, ha carpito, con la sua simpatia, l'attenzione di tutti. Al nostro arrivo, una lunga tavola, semi imbandita, era già stata predisposta con delle panche collocate in entrambi i lati. Essa, via via che passava il tempo e, che arrivavano gli ospiti, si riempiva di numerose vettovaglie, talvolta, come gli antipasti, portate dai medesimi. I nipoti di Maria Luisa, che vivono nella casa adiacente, aiutati dalla madre hanno avuto un ruolo importante per la riuscita della festa. Il loro padre, oltre ad altre incombenze, ha curato particolarmente la scelta e la mescita delle bibite, del vino da pasto e dello spumante. I ragazzi, con il dinamismo che li contraddistingue, e, con l'esperienza acquisita alla Scuola Alberghiera e gli stages praticati in alberghi a quattro stelle, sono riusciti a preparare degli antipasti e pasti succulenti, peraltro disposti nei piatti con la maestria propria dei grandi cuochi.
I parenti Brasiliani (madre, padre e figlio) hanno particolarmente gradito la festa. Era l'ultima settimana del loro soggiorno, in quanto attesi a San Paolo dalla figlia incinta, che sta aspettando, per la metà di giugno, la nascita di una figlia. L'anno precedente i tre, erano giunti in Italia, per conoscere i parenti da parte del nonno materno. Era stata un’esperienza nuova ed interessante, sia per loro sia per i parenti, con l'aggravante che gli uni e gli altri non comprendevano la lingua altrui, perciò i discorsi spesso, suffragati da gesti, si prolungavano in modo quasi stressante per poter meglio intenderne i contenuti. Il figlio, giornalista, poi, si era fermato in un Comune montano, con l'intento di acquisire la cittadinanza Italiana. Come, di fatto, ha dopo alcuni mesi, ottenuto. Ora conosce la lingua Italiana abbastanza da capire e farsi capire, per questo il mistero che aleggiava l'anno passato e che coinvolgeva tutti, quest'anno era quasi svanito. Ogni domanda, otteneva risposta.
 Prima di iniziare il pranzo e, nelle soste, gli intervenuti hanno avuto modo di giocare a tennis da tavolo e a calcetto, attrezzatura presente nella sala attigua. Hanno avuto modo di visitare la sala della musica, dove vi erano degli strumenti a batteria. In cui il giornalista e il nipote minore della padrona, hanno potuto, anche se per poco tempo, esibirsi. Di tanto in tanto gli occhi di tutti scrutavano nel cielo la sagoma di un grosso aereo passeggeri in partenza o in arrivo nel vicino aeroporto.
Completato il pasto, tutti gli intervenuti, hanno avuto modo di visitare l'ampio e curato giardino e le attrezzature hobbistiche e di lavoro del papà dei ragazzi. La casa del coniglietto, e quella dei cani. Insomma un’oasi paradisiaca. Dopo gli ultimi commiati, erano ormai le 19,30, con i soliti mezzi si è dato corso alla partenza. Gli occupanti delle due automobili erano alquanto silenti, quasi a dimostrare il dispiacere della partenza. Chi era alla guida, per interrompere il silenzio, faceva notare le linee del Fiume Sile e/o altro. Arrivati al termine della tangenziale, abbiamo cambiato percorso e ci siamo diretti verso il laghetto “Verde” e, dopo aver parcheggiato le automobili, a piedi, abbiamo percorso l'intera circonferenza del lago, fermandoci, al termine, a prendere un caffè ed un gelato nel bar. Il sole era ormai tramontato. All'imbrunire eravamo a casa ed i Brasiliani, considerato il lungo tragitto che dovevano ancora percorrere per rientrare, hanno preferito di andare via subito. Con l'impegno di farci visita giovedì. Due giorni prima della prevista partenza.
La giornata si è quindi conclusa, con il ricordo di aver trascorso assieme, un momento meraviglioso anche se, forse, non sarà ripetibile.
I bei momenti rendono saldi i valori che talvolta, nei rapporti umani, sembrano definitivamente perduti.
                                                           Ilario Menegaldo

lunedì 16 maggio 2011

L'ASTUZIA DEL PASSERO

Alla periferia di un paesino, in prossimità della città e, all’interno di una zona agricola, in una casa rurale ristrutturata, con uno spazio verde, recintato, di circa dieci mila metri quadrati, Marta, la padrona, aveva appena sparso diverse briciole di pane e numerosi pezzetti di crosta di formaggio, fuori della porta della cucina, sopra a delle grandi pietre in porfido, che fungevano da marciapiede e, che collegavano l’entrata della cucina alla stradina che conduceva al passo carraio. Non era la prima volta che compiva questa azione. Tanto è l’amore che ha per la natura e per gli uccelli che in gran numero frequentano il suo giardino. Fornisce loro periodicamente del cibo, quasi per ripagarli del piacere della loro vista e, della musica che le offrono, nel silenzio della campagna, con i loro prolungati gorgheggi, fischi e cinguettii.
Attraverso il vetro della finestra e della porta della cucina, si potevano vedere diversi passeri che svolazzavano e saltellavano circuendo con circospezione lo spazio in cui si trovavano le provvidenziali provviste. Muovevano in continuazione le loro piccole teste, per scrutare eventuali pericoli. Un merlo adulto, dal colore nero brillante, si è avvicinato senza troppe esitazioni, anticipando i propositi dei passeri, ha afferrato con rapidità un grosso pezzo di formaggio e, tenendolo stretto con il becco, è volato più in là di qualche metro fermandosi vicino ad una siepe, con l’intenzione di inghiottirlo senza essere disturbato. Due passeri, che si trovavano nelle retrovie, non hanno sottovalutato la scena e l’hanno subito raggiunto. Il merlo, appena si sono avvicinati, capendone le intenzioni, si è subito spostato saltellando. Per entrambi i passeri, il primo tentativo di sottrargli il pezzo di formaggio è risultato infruttuoso. Alla seconda prova il passero più solerte, con un saltello svelto, è riuscito a togliergli dal becco il bottino e volare via. Il merlo ha rinunciato ad inseguirlo ed è ritornato nella zona in cui il cibo ancora abbondava. Dopo aver riempito il becco è volato via, e, quando si è posato sull’erba, ha trovato ancora ad insidiarlo altri passeri. Ha dovuto andarsene per soddisfare il proprio appetito.
Il merlo si era approvvigionato sfidando i velati pericoli che il contesto poteva riservargli. I passeri invece, con le loro movenze, volevano evitare ogni situazione di pericolo, rubando al merlo ciò che si era giustamente guadagnato. La scena sembrava quasi attingere dal comportamento dell’uomo che talvolta approfitta delle fatiche altrui per ottenere vantaggi economici o d’immagine non meritati.
                                                      Ilario Menegaldo

domenica 15 maggio 2011

martedì 10 maggio 2011

sabato 7 maggio 2011

FATTI VERI - PER GUADAGNARSI IL PANE

DIGNITA' NELL'INDIGENZA
Era un ragazzo, di circa ventitre anni, presumibilmente straniero. Era fermo sul lato destro, del semaforo. Aspettava che il dispositivo si posizionasse sulla luce di color rosso e, non appena iniziava a formarsi la coda delle macchine, che attendevano l’accensione della lampada verde per la partenza, si affiancava, dalla parte del conducente e porgeva a ciascuno un bigliettino di colore rosso con unito, un accendino.
Tale operazione era effettuata, in successione, senza quasi fermarsi, per cinque, sei automobili.
Qualcuna in più se all’interno dell’abitacolo gli occupanti davano segni di diniego con la mano o scuotevano la testa. Si muoveva certamente nei tempi necessari al semaforo per cambiare colore.
 Esitava solo un attimo, quando era necessario che abbassassero il finestrino, quel tanto che bastava per introdurre la mano per porgere la mercanzia.
Attraverso il cristallo posteriore delle macchine, in fila, si vedevano, quasi allineate e sovrapposte le teste dei conducenti e parte delle loro spalle, potendo così osservare, in modo riservato, i diversi atteggiamenti. Si vedeva se erano impassibili, quando scuotevano la testa, e se allungavano la mano per ricevere l’oggetto e, poi, se leggevano il biglietto.
Terminata la consegna, il ragazzo di corsa si portava all’altezza del finestrino della prima macchina ed attendeva l’esito della sua missiva. Qualcuno sporgeva la mano con una moneta. Altri restituivano il biglietto e l’accendino.
Un modo per l’autore dell’iniziativa per guadagnarsi da vivere con dignità, evitando di chiedere l’elemosina e, confidando soprattutto nella prodigalità dell’intercolutore.
Al suo passaggio anch’io ho scosso la testa, però quando l’ho intravisto oltrepassando il semaforo e ho avuto la sensazione di una persona per bene, mi sono un po’ rattristato. Un pensiero mi è corso nella mente: “Questo non ruba, cerca un piccolo contributo per sopravvivere, dandoti qualcosa in cambio e tu non sai cogliere un grido silenzioso d’aiuto”.
Al ritorno, il ragazzo aveva superato l’incrocio e me lo sono ritrovato dal mio lato. Ho tirato giù il finestrino ho accettato il bigliettino e l’accendino, quando è ripassato gli ho dato alcune monete e gli ho restituito l’accendino.
Il ragazzo con un grande sorriso mi ha ridato l’accendino (sul bigliettino era scritto semplicemente: "grazie").

                                                             Ilario Menegaldo

giovedì 5 maggio 2011

martedì 3 maggio 2011

lunedì 2 maggio 2011

VIDEO DI ALCUNE OPERE

PITTURA AD OLIO

VIDEO 2 DI ALCUNE OPERE

VIDEO MOSTRA BIADENE DI MONTEBELLUNA (TV)

VIDEO MOSTRA DI MIRANO (VE)

VIDEO DI ALCUNE MOSTRE

VIDEO MOSTRA A SCORZE'

VIDEO: ANATRE, CIGNI E FOLAGHE NEL FIUME SILE E QUADRI AD OLIO

PITTURA AD OLIO - VIDEO MOSTRA DI ZERO BRANCO (TV)

MOSTRA A MASSANZAGO (PD)